Home Costume e società Roma – Tempio Maggiore, Sergio Mattarella in visita esclama, “Lechaim!”

Roma – Tempio Maggiore, Sergio Mattarella in visita esclama, “Lechaim!”

da Maria Teresa Radogna

Questa mattina il Presidente della Repubblica Mattarella si è recato in visita alla Comunità Ebraica di Roma, presso il Tempio Maggiore, accolto, oltre che dalla Presidente della Comunità Ebraica Romana Ruth Dureghello e dal Rabbino Capo Riccardo Di Segni, dai bambini delle scuole ebraiche romane.

“Il mondo si regge sul fiato dei bambini delle scuole”, ha detto la Dureghello nel suo discorso di benvenuto, citando una massima talmudica, per focalizzare l’attenzione sul fatto che i bambini delle scuole ebraiche sono la culla del futuro degli Ebrei Italiani, e che queste scuole sono luoghi vivi in cui vengono formati i futuri cittadini italiani, in una società purtroppo sempre più pervasa dall’odio.

“Attraverso gli insegnamenti della millenaria tradizione ebraica”- a questi bambini viene consegnato l’elevato compito di preservare il significato della diversità con la quale il popolo ebraico “contribuisce a rendere l’Italia un posto più bello di cui siamo parte orgogliosamente avendo anche contribuito a renderla unita”.

Alle parole ispirate della Dureghello ha fatto seguito il discorso del Rabbino Di Segni che ha posto l’attenzione sul fatto che domani  nel commento settimanale della Torah, per celebrare Shabbat, al Tempio si parlerà della sezione Mishpatim, le Leggi. Dopo la fuga dall’Egitto, il Popolo Ebraico ottiene la libertà solo attraverso la promulgazione sul Sinai del Decalogo, e della successiva miscellanea di leggi, Mishpatim appunto, che entrano nei più piccoli dettagli dei rapporti che disciplinano il vivere civile.

La Torah mostra da millenni come si costruisce, da un popolo di schiavi in fuga, una società. La nostra Costituzione stessa, afferma Di Segni, dopo la notte più buia della storia italiana, affonda le sue radici, in quanto al rispetto della pari dignità di ciascuno, nella tradizione toraica. Il Presidente Mattarella, presa la parola, ha rammentato, nel suo rendere omaggio alla comunità, la sua antichità e di come se l’identità romana implica il possedere almeno sette generazioni di Romani, gli Ebrei di questa comunità possono vantare più di 2000 anni di storia romana alle spalle.

E’questo il presupposto da cui il Presidente parte per porgere la sua riconoscenza alla Comunità Ebraica Italiana tutta per il suo contributo alla storia di questo Paese, nella sua cultura, nella sua arte, nella sua civiltà intera, attraverso il proprio carattere e le proprie specificità. Proprio nella diversità di questi apporti  giace infatti, per il Presidente Mattarella, la ricchezza dell’Italia. Il suo pensiero inevitabilmente corre alla vergognosa e drammatica cesura storica della legislazione razziale del 1938, per riaffermare decisamente che il contributo della Comunità Ebraica Italiana è un pilastro imprescindibile del nostro Paese.

La visita non può che concludersi con un augurio straordinario che Mattarella ha fatto citando la parola ebraica Lecahim, inno alla vita, che sia di auspicio a un clima del Paese finalmente bonificato da qualsivoglia odio, mirabilmente racchiuso nel gesto simbolico di due bimbe che donano il pane a un commosso Presidente.

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