Home Scuola “Scuola e marketing, un binomio inaccettabile”, la riflessione di Carlo Castellana, vice segretario regionale della Gilda degli Insegnanti di Bari
“Scuola e marketing, un binomio inaccettabile”, la riflessione di Carlo Castellana, vice segretario regionale della Gilda degli Insegnanti di Bari

“Scuola e marketing, un binomio inaccettabile”, la riflessione di Carlo Castellana, vice segretario regionale della Gilda degli Insegnanti di Bari

da Elvira Zammarano

Il coordinatore provinciale e vice segretario regionale della Gilda, Carlo Castellana, prendendo spunto dalla singolare vicenda di una Scuola barese, la cui Dirigente, per incrementare le iscrizioni o contenerne il calo, mise in palio una mini crociera per i nuovi iscritti, ha deciso di affidare al nostro giornale una sua riflessione. Ricordiamo che in quell’occasione alcuni si indignavano, ma ci furono anche persone che nei loro commenti trovarono l’iniziativa utile.

Per il professor Castellana non è così, e afferma,  “E’ una delle conseguenze dell’autonomia scolastica che doveva essere un modo per mettere in competizione le scuole per dare servizi migliori ai ragazzi e alle famiglie”. In realtà  – dice -quello che è avvenuto è esattamente il contrario. Cioè una competizione, ma al ribasso. Un mercato. L’unico obiettivo è quello di attrarre nuovi alunni, o meglio “clienti”, abbassando sempre più il livello”.

Per il coordinatore, “Poche scuole pubblicizzano ciò che conta veramente, ovvero la qualità dell’insegnamento. Ed  è qui l’evidente fallimento dell’autonomia scolastica. Poichè  nella babele delle iniziative messe in campo dalle Scuole per attrarre altri possibili utenti, la confusione mette in difficoltà ragazzi e famiglie, creando caos  nella scelta degli indirizzi delle medie superiori”.

“Le famiglie – dice – si trovano di fronte ad un vero e proprio mercato e non ad un’offerta formativa così come dovrebbe essere. Oltretutto l’offerta della scuola pubblica statale dovrebbe essere uguale su tutto il territorio nazionale e dovrebbe garantire a tutti gli studenti uguali diritti. E invece così non è. L’esasperazione dell’autonomia ha portato i giovani a puntare su una scuola  più “piacevole”, guardando meno alla sostanza. Con il rischio di non beccare l’indirizzo “giusto”, portandosi dietro un concreto svantaggio rispetto ad altri più fortunati nella “lotteria”.

Inoltre, il segretario ribadisce l’inutilità della figura manageriale del Dirigente Scolastico, “Non esiste più la figura del Preside – dice – ma quella del Dirigente scolastico con pieni poteri dirigenziali, a cui tutto deve fare riferimento. Allora, mi chiedo e chiedo, quanti di loro sono effettivamente preparati per avere un tale incarico? Ricordiamo che il Dirigente diventa portatore della Personalità giuridica della scuola, responsabile assoluto. Sovrano assoluto di ogni scuola. Il fatto di aver portato il modello aziendale in un settore così delicato, strategico, importantissimo per lo Stato, quello della Pubblica Istruzione, che dovrebbe, invece, costruire i cittadini del domani, non può essere assoggetto alle logiche di mercato”

“Il vero valore della Scuola – conclude Castellana –  è quello di dare gli strumenti culturali agli alunni per affrontare il mondo del futuro. Perché senza strumenti culturali non si va da nessuna parte. Mentre l’obiettivo delle Scuole, oggi, è quello innanzitutto di attrarre alunni, magari “coccolandoseli” o peggio “lusingandoli”. Garantendo loro un successo formativo senza sacrifici e senza sforzi. Invece no, il conseguimento del risultato culturale deve comportare necessariamente sacrifici e sforzi e questo va di pari passo con un modello educativo di cui la scuola deve farsi garante insieme alla famiglia”.

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