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Bari – P.S. Policlinico: un caso di malasanità? L’inferno vissuto da una donna in una mail inviata a Cipriani

da Elvira Zammarano

Nella email si elencano una serie di irregolarità e gravi comportamenti ai danni di un 81enne con serie patologie cardiache. Dalla scorrettezza della gestione dei pazienti, all’approccio maleducato con i familiari da parte di medici e infermieri, ai ritardi degli accertamenti e delle cure, fino alla drammatica situazione igienico sanitaria dei bagni. Il Pronto Soccorso  del Policlinico – il più importante fra gli Ospedali pugliesi – nella mail è stato definito un “inferno” da cui fuggire.

Pubblichiamo integralmente – così come l’abbiamo ricevuta dal segretario della O.S. GIL Sanità Luigi Cipriani – la mail della signora, omettendo la sua firma per intero.

“Il giorno 02.01.2020, alle ore 9.15, arrivo con mio padre M. L. (81 anni, affetto da gravi patologie cardiache) con dolore toracico ed affanno presso il P.S. del Policlinico. Al primo accesso, triage, attendiamo circa 15 min e dopo aver sollecitato l’infermiere, facendo presente che il paziente non stava bene e aveva serie difficoltà respiratorie, ci dicono di attendere con pazienza perché i tempi saranno lunghi oppure di andar direttamente nel corridoio della sala gialla. Dopo aver bussato per entrare nella sala gialla, come indicatomi, degli infermieri mi cacciavano in malo modo. Solo dopo l’intervento di un altro infermiere, che ha compreso la gravità della situazione (sig M.) sono riuscita a far entrare mio padre in sala gialla e a fargli fare i primi prelievi e la visita cardiologica e alle 11 circa un rx torace, dove gli viene diagnosticato un addensamento in sede postero basale sinistra associato a versamento pleurico”.

“Tornati in sala gialla, la Dott.ssa P. senza averlo visitato, né ascoltato la schiena, né i polmoni, né gli è stato chiesto che terapia facesse (non abbiamo avuto modo neppure di dire che mio padre è un soggetto allergico ad alcuni antibiotici, né gli hanno dato la terapia per tutto il giorno… e parliamo di un paziente che fa anticoagulanti e che prende una terapia di 20 compresse al giorno e che è stato tenuto 12 ore su una barella senza essere manco degnato di uno sguardo, senza ossigeno, senza chiedere se prevedeva un diuretico… dopo avergli trovato liquido nei polmoni) decide e fa richiesta, solo dopo tre ore, di una tac polmonare che viene fatta alle ore 17.15”.

“Dalle ore 14 alle 17.30, sono andata più volte a sollecitare il personale della tac, che però era intento a giocare al cellulare e mi ha risposto che non dipendeva da loro il ritardo, ma se non venivano mandati dal pronto soccorso i pazienti, loro non potevano fare niente. Chiesto ai Dottori del PS perché non mandavano giù mio padre, mi rispondevano che il personale della tac era occupato (cosa palesemente falsa perché ero stata io giù poco prima). Fatta la tac, la Dott.ssa B….. (che più di tutte si è distinta per sgarbatezza e maleducazione) senza visitare mio padre (come neppure l’ha visitato il Dott L…..) ci dava il referto alle ore 20.30 perché stava aspettando il cambio turno e finché non cambiava il turno non ci davano il referto. Preciso che dalle ore 9 alle ore 21 a mio padre non è stato dato neppure un bicchiere di acqua, né un pasto. Mio padre deve magiare per prendere la terapia … io sono dovuta entrare di nascosto per dargli del cibo e le sue pillole. E sono stata anche messa alla porta in modo sgarbato”.

“Mio padre ha rischiato di morire per l’incompetenza e la maleducazione e la pochissima professionalità di questa gente… che viene pagata con i soldi dei contribuenti… e questa è la nostra sanità… Per non parlare dei bagni… sporchi di sangue e di urina ovunque. E dopo aver chiesto agli inservienti che facevano finta di pulire il corridoio se potevano pulire i bagni, mi hanno risposto di farmi gli affari miei. Gente ammassata tutti in una stanza. Nella sala gialla, una signora che vomitava, una a cui le hanno fatto fare la cacca nella pala davanti a tutti… manca proprio il rispetto delle persone. Trattati come animali.  Questo è solo un piccolo riassunto, ma potrei farti un racconto dettagliato e lunghissimo delle 12 ore di agonia lì dentro. Siamo usciti alle ore 21.30 perché ho deciso di portare via mio padre da quell’inferno. Spero tu possa fare qualcosa”.
Saluti.
A.M.

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