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Monete sosia in circolazione, occhio al resto di 2 euro per non cadere nella trappola

Monete sosia in circolazione, occhio al resto di 2 euro per non cadere nella trappola

da da Redazione

Sistematicamente in prossimità delle feste e subito dopo facapolino il fenomeno della truffa del resto. Nella frenesia degli acquisti natalizi, si presta meno attenzione alle monete ricevute. Inoltre molte persone tornano da vacanze all’estero con monete che sembrano euro ma non hanno valore. Le monete sosia in circolazione sono numerose, dunque è necessario essere guardinghi per non cadere nella trappola e qualche ora o giorno più tardi ritrovarsi nel borsellino monete straniere di valore inferiore all’euro e prive di corso legale in Italia.

Questo avviene perché i tagli da 1 e 2 euro sono quelli che hanno più sosia tra le valute degli altri Paesi, a causa proprio della loro conformazione a cerchi concentrici. Disfarsi di monete che valgono pochi centesimi nei paesi di origine e spacciarle per euro diventa un gioco da ragazzi. Bisogna dunque aguzzare la vista.

I 10 bath thailandesi traggono facilmente in inganno: sembrano monete da 2 euro, pur valendo circa 30 centesimi al cambio. La somiglianza si deve sia ai colori che alle dimensioni ma anche al peso, visto che sono accettate dai distributori automatici come due euro.  Anche la lira turca somiglia molto ai 2 euro: questa moneta sosia vale appena 0,16 centesimi.
In Polonia – sebbene faccia parte ufficialmente dell’Unione Europa dal 1° maggio 2004 – non è stato ancora adottato l’euro. Il pezzo da 5 Złotych, a due metalli, con un centro di alluminio e bronzo e l’anello esteriore in rame e nichel, vale circa 1,17 euro. Fortunatamente, se entriamo in possesso di questo conio, avremo un ipotetico danno di ‘soli’ 83 centesimi di euro. Attenzione anche ai 20 dollari giamaicani in quanto valgono circa 0,13 centesimi.

Alcune volte la circolazione delle monete sosia è frutto di errore post vacanza all’estero, in altri casi cela un intento fraudolento. Sembrerebbe così per le vecchie 500 lire in cambio dei due euro. La dea fortuna bacia solo pochi eletti; pur essendo distratti nel controllo del resto ci si può ritrovare a realizzare un cospicuo guadagno: la moneta da due euro è infatti la più utilizzata per realizzare le versioni celebrative, coniate in edizione limitata con valore che potrebbe fare gola, da poche decine di euro fino a cifre interessanti di 2.000 euro. Queste monete coniate per ragioni commemorative, sono conservate in astucci e capsule sigillate, ma per distrazione potrebbero finire sul mercato.

Non sempre, dunque, ‘una moneta falsa o non’ in circolazione è una truffa; ce lo ricorda la storia di Don Lutes Jr. di Pittsfield, nel Massachusetts. Quando aveva appena 16 anni, nel 1947, ricevette un penny Lincoln come resto dalla cassiera della mensa scolastica. Incuriosito dalle fattezze di questa moneta rara decise di tenerla. Settantadue anni dopo ha fruttato ben $ 204.000. Si tratterebbe di un penny raro: ne sono stati prodotti solo venti esemplari per errore di coniazione: durante la seconda guerra mondiale il rame era molto raro, pertanto fu rimpiazzato dall’acciaio zincato.

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