Home Cronaca Foggia – Il commerciante ucciso ieri, fu picchiato da un commando di criminali per difendere il nipote
Foggia - Il commerciante ucciso ieri fu picchiato da un commando di criminali per difendere il nipote

Foggia – Il commerciante ucciso ieri, fu picchiato da un commando di criminali per difendere il nipote

da Elvira Zammarano

Il commerciante, 53enne, freddato in un agguato ieri sera a Foggia, fu coinvolto, per caso, nel 2016, in un pestaggio all’interno dell’autoparco di proprietà del nipote. L’obiettivo del commando di criminali, quattro in tutto, che entrò sparando all’impazzata nell’autorimessa, era di estorcere al nipote € 80mila. L’episodio fu denunciato subito e sei persone vennero arrestate. Tuttavia, per gli inquirenti, anche se le piste rimangono tutte percorribili, l’omicidio di ieri non avrebbe niente a che fare con la malavita locale, né con l’episodio accaduto tre anni fa. Roberto D’Angelo –  che non era proprietario di alcuna concessionaria – ma vendeva auto privatamente,  era a bordo della sua Fiat 500 quando è stato colpito da tre proiettili, alla gola, all’orecchio sinistro e alla spalla. A tendergli l’agguato, in via Candelaro, due uomini in sella ad uno scooter che lo hanno affiancato e ucciso. Una telefonata anonima ha poi allertato le Forze dell’Ordine e i soccorsi. Ma per il 53enne, già non c’era più niente da fare. Le attività investigative continuano senza sosta e si cercano possibili moventi. Roberto D’Angelo, tempo fa, era stato accusato di truffa, problemi che però aveva definitivamente risolto. Un’altra drammatica circostanza emersa dagli accertamenti in corso è l’assassinio del padre avvenuto nel ’70. Episodi che per gli inquirenti, però,  non avrebbero legami con il brutale omicidio di ieri.

“Al momento non escludiamo alcuna ipotesi investigativa”, spiega il procuratore capo di Foggia, Ludovico Vaccaro. “Stiamo conducendo accertamenti tecnici – aggiunge – come acquisizione dei tabulati telefonici e dei filmati delle telecamere di sicurezza”. Roberto D’Angelo, che si occupava della compravendita di auto, è ritenuto dagli inquirenti estraneo a contesti mafiosi locali, e i suoi precedenti per truffe e reati contro il patrimonio risalgono a molto tempo fa.

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