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L'Ottava Luce di HANNUKAH brilla a Trani

ITINERARIO EBRAICO – L’Ottava Luce di HANNUKAH brilla a Trani

da Maria Teresa Radogna

A Trani, nell’antica Sinagoga Scolanova, probabilmente la più antica d’Europa tutt’ora in uso, ieri sera hanno brillato le otto candele della Hannuchia, il candelabro a nove braccia che si usa in occasione della festa delle Luci, Hannukah, accese da Michele Parisi, su mandato del Rav Ariel Finzi, capo della comunità Ebraica di Napoli. Una piccola rappresentanza ancora mantiene vivo il fuoco della memoria ebraica della città, che aveva una fiorente Giudecca ai tempi di Federico II, ma la cui presenza è attestata sin dal XI secolo. La Sinagoga Scolanova, una delle quattro Sinagoghe che la città di Trani poteva vantare, era stata trasformata dal1492, in seguito aal’Editto di Granada, con il quale i Re Isabella di Castiglia e Ferdinando II d’Aragona espellevano dai loro regni e possedimenti i numerosi ebrei che vi abitavano, nella Chiesa di Santa Maria di Scolanova. Solo nel 2005 la Sinagoga è tornata alla sua originaria funzione di luogo di culto ebraico e consegnata alla locale comunità che dipende da quella di Napoli.

Proprio la Comunità di Napoli ha donato nel 2007 al piccolo tempio, vero gioiello del romanico pugliese, un Sefer Torah, il rotolo rituale conservato all’interno del tabernacolo, Haron Hakodesh, che è il luogo più sacro e rappresentativo per ogni sinagoga. La resilienza è implicita nella festa di Hannukah, che ricorda il miracolo della piccola ampolla di olio che riuscì ad ardere miracolosamente per otto giorni. Tanti  ne occorrevano infatti ai sacerdoti per creare nuovo olio sacro per riconsacrare il Tempio di Gerusalemme dopo la cacciata degli usurpatori greci che volevano annientare l’identità ebraica della terra di Israele. L’accensione della Hannuchia della piccola sinagoga di Trani, dunque, assume un valore simbolico al quadrato. La piccola comunità ebraica di questa cittadina, infatti, è segno tangibile della resistenza di tradizioni culturali millenarie che, come la piccola ampolla di olio, bastano a tenere accesa la speranza della sopravvivenza di una identità ebraica profondamente intessuta nella storia della Puglia, la cui memoria deve essere riportata alla luce. Una luce che come quella accesa ieri è tornata a brillare a Trani.

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