Home Cronaca “Margherita” uccisa nel 2012 dal compagno, il Presidente di Gens Nova, Antonio La Scala, “Ci costituiremo parte civile”
"Margherita” uccisa nel 2012 dal compagno, il Presidente di Gens Nova, Antonio La Scala, annuncia “Ci costituiremo parte civile”

“Margherita” uccisa nel 2012 dal compagno, il Presidente di Gens Nova, Antonio La Scala, “Ci costituiremo parte civile”

da Elvira Zammarano

Lo ha dichiarato, alla nostra redazione, Antonio La Scala, avvocato e Presidente dell’associazione Gens Nova, la Onlus nata nel 2004 con lo l’obiettivo di promuovere ogni tipo di iniziativa culturale e di solidarietà. Persone svantaggiate, minori, anziani, disabili fisici e mentali e vittime di reati, sono coloro a cui l’associazione si rivolge. Fra le attività della ONLUS anche la prevenzione contro criminalità organizzata e ogni altra forma di fenomeno criminale. Come l’attuale cold case della donna polacca uccisa nel 2012 – Szlezak Malgorzata – detta “Margherita”, il cui cadavere fu ritrovato, per caso, nel maggio del 2017, nascosto sotto alcune travi in una stanza dismessa delle ex acciaierie “Scianatico” di Bari. Oggi, finalmente, le Forze dell’Ordine hanno dato un volto e un nome all’assassino. Si tratta dell’ex compagno della donna –  Ignazio Piumelli -, a suo carico, secondo le attività investigative,  ci sarebbero prove schiaccianti. L’uomo ora è in stato di arresto, in attesa del processo. La Scala, esprime da un lato soddisfazione per il successo delle indagini, dall’altro  solidarietà alla famiglia della povera Margherita e preannuncia che Gens Nova si costituirà parte civile.

“Abbiamo deciso di fornire assistenza legale gratuita fino alla cassazione – dice l’avvocato. Questo è un caso che ci ha particolarmente segnati. Per cui la nostra équipe, formata da ottimi professionisti, è già pronta a costituirsi parte civile nel processo. Così come abbiamo fatto per le giovani donne stuprate, torturate e obbligate a prostituirsi da una banda di nigeriani. O come le ragazzine di Foggia, violentate e seviziate da un gruppo di rumeni. In questi 15 anni di continua attività – conclude il Presidente – siamo sempre stati vicini alle vittime. Perchè siamo convinti che la vicinanza può diventare opportunità di ritornare ad una vita dignitosa per chi vive in solitudine e senza mezzi la propria difficoltà. Affinché una “solitudine” non si trasformi in altra tragedia”.

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