Home Cronaca Bari – Sgominata organizzazione criminale italo-albanese,  sequestrati beni per 1 milione di euro tra Bari, Brindisi e Lecce

Bari – Sgominata organizzazione criminale italo-albanese,  sequestrati beni per 1 milione di euro tra Bari, Brindisi e Lecce

da Elvira Zammarano

Un’imponente operazione messa a segno dal nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bari, con l’impiego di 100 finanzieri e 4 unità cinofile, più il supporto di un elicottero AW 139 del Reparto Operativo Aeronavale di Bari. Un’attività che ha portato all’arresto di 20 persone tramite un’ordinanza del Gip di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della locale Procura. Gli  arresti sono l’epilogo di una lunga e complessa indagine condotta, dal 2015 al 2017, dagli specialisti del G.O.A. (Grandi Operazioni Antidroga) – reparto del gruppo di Investigazioni Criminalità Organizzata – diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari.

Le persone coinvolte, tutte provenienti da Bari, Mola, Polignano a Mare, Cellamare, Molfetta, Bisceglie ed anche da alcuni paesi dell’hinterland brindisino e leccese, fanno parte di una grossa organizzazione criminale composta da italiani –  alcuni dei quali vicini al clan barese Strisciuglio – e albanesi. Il gruppo malavitoso, ritenuto responsabile di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, alla produzione e detenzione di droga, alla cessione, detenzione e porto abusivo d’armi clandestine, al furto e alla ricettazione, si è reso protagonista di numerosi reati predatori, spesso strumentali alla commissione degli illeciti principali.

Per il traffico di droga dall’Albania alla Puglia, l’organizzazione faceva uso di potenti gommoni transoceanici, spesso rubati, modificati e adattati al trasporto di grosse quantità di marijuana. Le investigazioni, frutto di intercettazioni telefoniche e ambientali, osservazione, controllo e pedinamento, svolte in territori presidiati dalla criminalità, hanno permesso di sequestrare 5,3 tonnellate di marijuana e 10 pistole semiautomatiche e 2 fucili mitragliatori kalashnikov, in uso all’organizzazione per affermare e consolidare il proprio potere nel tessuto criminale barese. Inoltre sono stati effettuati sofisticati accertamenti sui beni direttamente e indirettamente posseduti dagli indagati per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro, tra cui 8 gommoni, 6 immobili e 27 società finanziarie.

In manette sono finiti il 50enne boss albanese Kristo Dhimitraq Janku, Ilirian Gjonxha e lo zio Harrilla Helmi, il 36enne Giuseppe Vispo (U’Leng), Piero, Michele e Alessandro  Volpe (Fafuec), di 38 e 41 e 36 anni,  Francesco Strisciuglio (Piripicchio) di 43, Francesco Tisti (Ciccillo), 41 anni, Lorenzo Pezzolla (Enzuccio) di 54 e Antonio Antelmi di 33 anni. Arrestato anche il 43 enne Antonio Prudentino, di Ostuni, figlio del boss brindisino Francesco, alias “Ciccio la busta”, ritenuto una «primula rossa» del contrabbando di sigarette, oggi 70enne. Antonio Prudentino è accusato di detenzione illecita di due fucili d’assalto mitragliatori AK47 (kalashnikov),  muniti di tre caricatori e relative munizioni. Ai domiciliari invece Simone Bressani, Vito Modesto Colella, Vincenzo Lobuono (U’Curt), Giuseppe Ruggiero (Rivera) e Raffaele Grosso (Frank). Agli obblighi di dimora Cosimo Ciampi, Alessio Ventrella, Giacomo Palmisano, Sebastiano Acquaviva e Domenico Remini (Frank).

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