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Bari – Duro colpo al clan Palermiti di Japigia, 15 arresti per droga e armi

da Elvira Zammarano

Un’indagine cominciata nel 2014 con un’operazione dei Carabinieri di Barletta che, all’ultimo piano di un condominio di via Di Vagno, nel quartiere Japigia, a Bari, trovarono, in un appartamento, 40 armi da fuoco, comuni e da guerra, tra cui fucili d’assalto AK 47 kalashnikov, pistole mitragliatrici, fucili calibro 12, numerose pistole e migliaia di munizioni. Furono trovati, inoltre, 10 kg di cocaina pronta per la vendita al dettaglio. Durante l’operazione fu tratto in arresto, in flagranza di reato, un 66enne, affittuario dell’immobile, oggi destinatario della custodia in carcere. Fino agli arresti eseguiti in questi giorni dai Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, emessi dal GIP del  Tribunale di Bari, su richiesta della  Procura della Repubblica – DDA – di Bari, nei confronti di leader e gregari del clan mafioso del quartiere Japigia, con ramificazione nell’hinterland barese, per traffico di sostanze stupefacenti e detenzione di armi.

Da quella operazione, partita nel 2014, la Direzione Distrettuale Antimafia incaricò il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bari di avviare indagini sulla provenienza delle armi e della droga e di risalire al gruppo criminale detentore. Le verifiche supportate dalle intercettazioni, dalle immagini di videosorveglianza, dalle osservazioni, il controllo e il pedinamento permisero di identificare nella famiglia malavitosa dei Parisi – Palermiti – Milella, i concreti proprietari di quanto sequestrato. In particolare, da una telecamera posizionata sul pianerottolo dell’abitazione, fu possibile risalire al giro di frequentazioni tutte riferibili alla compagine diretta dal 39enne Domenico Milella, che in quel periodo, si trovava in carcere a Taranto. Tra i frequentatori, anche Giuseppe Gelao, ucciso nel 2017 in un feroce agguato. Le indagini hanno poi rivelato l’operatività dell’organizzazione criminale e la sua struttura, dal traffico, alla produzione e spaccio delle sostanze stupefacenti nel quartiere Japigia, alla organizzazione, andamento e strategie del consorzio criminale e nuovi piani d’azione.

A Domenico Milella sono state attribuite particolari azioni criminali, come l’esplosione, nel 2015, di alcuni colpi di pistola a scopo intimidatorio al circolo “U.C. Japigia”, di proprietà del padre di un uomo, responsabile del ferimento di un gregario dell’organizzazione. In quell’occasione Milella poté agire, in quanto privo di scorta, approfittando di una convocazione per un processo da imputato, presso il Tribunale di Bari. Per questo motivo fu condannato in primo grado e in appello a tre anni e otto mesi di reclusione e al pagamento di € 6.400 di multa. Intervenne poi, sempre a scopo intimidatorio, nei confronti di un suo gregario che aveva picchiato, in modo arbitrario e senza autorizzazione, un proprio sodale, per incomprensioni nate sulla gestione di una partita di droga. Tutte le procedure che si attivavano per lo spaccio nel quartiere Japigia dovevano passare attraverso una fitta rete di spacciatori e assuntori che tra loro comunicavano in maniera criptica e con utenze telefoniche sempre nuove e intestate in modo fittizio a terzi.

VIDEO : japigia_new

 

 

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