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Dirigente scolastica condannata per aver sanzionato e negato ad un Prof. un permesso retribuito

da Elvira Zammarano

Aveva chiesto un permesso retribuito adducendo motivazioni generiche, ma il Ds glielo aveva negato. Un Professore ha impugnato il “diniego” utilizzando l’art.15, comma 2, del CCNL scuola 2006/2009, che prevede ipotesi particolari di permessi e ferie, che non richiedono autorizzazione e così,  ha trascinato la Preside in Tribunale.

Il giudice del lavoro del Tribunale di Velletri, vista la normativa, ha dato ragione al Prof. e ha condannato la Ds alle spese di lite, annullando tutte le sanzioni disciplinari. Il magistrato ha affermato che il riferimento deve essere  il Contratto collettivo nazionale della scuola che dispone, per docenti di ruolo e stabilizzati,  il diritto a fruire di tre giorni di permesso retribuito e  di sei giorni di ferie.

“Inoltre – recita la norma – Il dipendente ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati mediante autocertificazione. Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, vengono fruiti i sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma”.

Così come nell’ultimo periodo del comma 2 dell’art.15 del CCNL scuola 2006/2009, si legge “che è possibile fruire, dopo i tre giorni di permessi retribuiti, anche dei sei giorni di ferie, che verrebbero fruiti anziché come semplici ferie, allo stesso modo dei tre giorni come permessi retribuiti”.

Non solo, ma il giudice ha ribadito, dichiarando illegittimo il comportamento della Dirigente, “che per i 3+6 giorni previsti nel comma 2, le esigenze del lavoratore prevalgono sulle esigenze organizzative della scuola” e che il lavoratore può, per motivi di privacy, motivare la sua richiesta in maniera generica. In buona sostanza non è tenuto a spiegare oltre le motivazioni della sua assenza.

In definitiva, la Legge non ammette ignoranza, ma in giro, insieme alla prepotenza, ce n’è tanta e a diversi livelli.

 

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