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Polignano, SOS Depuratore, il Presidente Ignazio Vendola, “Urge monitorare l’aria, i dati erano e restano preoccupanti. Vogliamo sapere che tipo di aria stiamo respirando”

da Elvira Zammarano

widenews sos depuratore VendolaUna petizione firmata da 435 residenti, inviata con carattere d’urgenza, al Sindaco di Polignano, al Presidente della Regione Puglia e all’ARPA Puglia e per conoscenza all’Acquedotto pugliese, è la recente mossa del Comitato “SOS Depuratore”. In effetti l’urgenza c’è ed è stata dettata dagli ultimi, seppur datati riscontri che, nel 2016, evidenziarono, oltre ai rumori e alle insopportabili emissioni odorigene, anche  un tasso elevato di acido solfidrico nei pressi del depuratore. Un problema tuttora irrisolto, per il quale le istituzioni hanno fatto poco o nulla e che restituisce, a cittadini e turisti, un’immagine immeritatamente vergognosa di una delle più belle cittadine pugliesi.

“La vicenda – spiega, l’ingegnere Ignazio Vendola, presidente di “ SOS Depuratore” – è rimasta inascoltata per diverso tempo. Poi, nel 2016, come Comitato,  riuscimmo finalmente a portare il problema anche sui tavoli istituzionali. Questo ci permise di ottenere l’installazione di una centralina per monitorare l’aria intorno al depuratore. Il controllo strumentale della zona durò un mese, esattamente dal 2 luglio al 2 agosto 2016, e ci consegnò un esito più che sconfortante perché, in quel breve lasso di tempo, il tasso di acido solfidrico registrato, risultò essere tre volte superiore alla soglia massima prevista dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Un fatto gravissimo – continua Vendola –  per il quale ci mobilitammo ulteriormente, soprattutto per il fatto che la centralina era di quelle utilizzate per la misurazione delle particelle sottili e del benzene, quindi non adatta allo scopo”.

“Questo significa che lo strumento registrava inquinanti che, di solito, non si trovano vicino ad un depuratore e, soprattutto, vicino al mare. Ci chiediamo allora quali sarebbero stati i dati delle analisi se fosse stata installata una strumentazione specifica per gli impianti industriali. Che altri inquinanti avremmo rilevato e con che valore? Questo purtroppo non c’è dato saperlo, perché pur di fronte a dei risultati così gravi, pericolosi, certificati dall’Arpa, nessun Ente è più intervenuto”.

“Nel 2017 c’è stato un incontro alla Regione Puglia, tra noi, l’Assessore ai Lavori Pubblici della Regione e l’Arpa, in cui è emersa tutta la gravità del fatto. Anche in quell’occasione ci fu una promessa. Ma, ad oggi, ancora nessun riscontro. Con la petizione, firmata dai 435 residenti, abbiamo voluto rilanciare alle istituzioni la richiesta di una nuova misurazione mediante una centralina, questa volta, in grado di monitorare gli inquinanti dei processi industriali.  Perché ci preme sapere e con urgenza, che tipo di aria stiamo respirando. E’ un nostro diritto saperlo!”.

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