Home Cronaca Il superiore gli mette “sufficiente” nelle note, il Carabiniere non ci sta e ricorre al Tar, che gli dà ragione
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Il superiore gli mette “sufficiente” nelle note, il Carabiniere non ci sta e ricorre al Tar, che gli dà ragione

da Elvira Zammarano

Avv. Antonio La Scala, Presidente Gens NovaUna riduzione del giudizio nelle note caratteristiche – da “buono”, “molto buono” e “superiore alla media” a “sufficiente” – ha portato M.S., maresciallo dell’Arma dei Carabinieri, difeso dall’avvocato penalista Antonio La Scala, a presentare ricorso al Tar del Lazio, per chiedere l’annullamento della “deminutio”.

Ma cosa sono le note caratteristiche? E soprattutto perché sono così importanti per un militare? Intanto diciamo che le valutazioni periodiche sono gestite esclusivamente dal Dirigente. Seppure lasciate alla sua discrezionalità (il pericolo di arbitrio c’è, ma a tutela dei lavoratori ci sono pure diverse norme), rappresentano un mezzo importante attraverso cui, il superiore può incentivare, nell’ambito del proprio comparto lavorativo, il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Nella PA tutti gli impiegati, di solito, sono soggetti alle note di valutazione, ma in campo militare la cosa diventa particolarmente delicata. Perché, se le note calano, le ricadute negative possono colpire il militare in ambiti diversi. Uno fra tutti, quello economico. Per esempio,  con le missioni all’estero, interdette proprio a chi ha avuto giudizi decrescenti.

Nel caso specifico, le valutazioni spettano ai due superiori del militare oggetto di valutazione. Infatti, per l’Arma un primo giudizio viene fornito dal cosiddetto “Compilatore”, ovverosia il diretto superiore con cui il militare ha sempre avuto contatti. Successivamente, c’è quello del “Revisore”, cioè di un superiore in grado, che può concordare o dissentire dal giudizio già espresso, ma deve sempre motivare le ragioni in caso di dissenso.

Per M.S., l’abbassamento di giudizio, relativo al periodo da aprile a luglio 2006, era privo di motivazioni. Non solo, ma in allegato riportava “capacità professionale inadeguata al grado rivestito dall’anzianità di servizio” e in aggiunta, “se ne sconsiglia l’impiego all’estero”. Il Revisore, dunque, aveva espresso una valutazione fortemente negativa, non in linea con quella del Compilatore  e soprattutto non motivata, che il Tar ha definitivamente smontato.

Per l’avvocato La Scala, “Un fatto grave sia per l’immagine che per l’aspetto economico. Ma il Tar, con sentenza ormai diventata definitiva, ha accolto il ricorso per l’annullamento della valutazione caratteristica. Dopo 11 anni, finalmente abbiamo ottenuto questo importante riconoscimento perché, sono in gioco le qualità professionali, morali e di carattere del lavoratore. Abbassare le note caratteristiche, ha comportato al maresciallo una serie di ritardi nella progressione di carriera, più altri impedimenti anche di tipo economico. Con l’annullamento il Tar mi ha dato ragione, tant’è vero che essendo così palese la fondatezza del ricorso, la stessa Amministrazione non ha ritenuto di fare appello al Consiglio di Stato, rendendo definitiva la sentenza a favore del mio assistito”.

 

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