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Bari, la Neuropsichiatria infantile è arrivata in Fiera con i suoi medici e logopedisti, dal 18 al 20 settembre

da Elvira Zammarano
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Paolo Giannini

In occasione del Forum Mediterraneo in Sanità, la Neuropsichiatria Infantile di Bari, con il suo Direttore – il neuropsichiatra infantile Vito Lozito -, e il neurologo Paolo Giannini, dal 18 al 20 settembre, sarà in Fiera con la sua postazione itinerante. Informazione e screening, saranno le attività fondamentali proposte dagli esperti, con l’obiettivo di incrementare sia la conoscenza sulla corretta acquisizione delle tappe evolutive dei bambini dai 12 ai 36 mesi, sia la prevenzione, finalizzata ad interventi diagnostico-terapeutici tempestivi o, più semplicemente, mirati all’approccio familiare, con giusti comportamenti da assumere di fronte alle difficoltà.

Per il dott. Giannini, “Lo sviluppo psico-motorio generale si presenta come il susseguirsi di una serie di tappe evolutive in un ordine preciso condiviso da molti bambini, ma allo stesso tempo caratterizzato da un’ampia variabilità che riguarda i tempi, i modi e le strategie di apprendimento. Può capitare – spiega  Giannini –  che il bambino si trovi in difficoltà, non riesca a raggiungere le varie tappe, ed in molti di questi casi si instaura un vero e proprio rallentamento dello sviluppo che non sempre si risolve spontaneamente, e talvolta si struttura in un vero e proprio Disturbo”.

“E’ importante – dice il neurologo – individuare precocemente le situazioni a rischio, ovvero i casi che si distaccano troppo dallo sviluppo fisiologico, non solo per sostenere la corretta evoluzione, ma anche per evitare che un intervento tardivo possa rendere la situazione più grave. Purtroppo l’attenzione allo sviluppo generale dei bambini non è ancora ottimale e spesso è rivolta solo a quei casi che mostrano evidenti segnali di ritardo, mentre altre situazioni meno evidenti, ma ugualmente atipiche (ritardo nel linguaggio, nello svezzamento, nel controllo sfinterico, nelle autonomie personali), vengono trascurate, ritenendo che le difficoltà saranno superate autonomamente”.

“Quasi sempre la preoccupazione degli adulti inizia ad emergere in prossimità della scuola primaria, ma la presa in carico a questa età, pur essendo positiva, può risultare insufficiente. E’ in questo contesto – conclude il neurologo – che si propongono le giornate di info-screening, dove per screening non si intende un test, ma una prima rapida valutazione: si tratta di proporre ai bambini attività piacevoli utilizzando immagini, giochi con parole e oggetti, in un setting differente e ludico come quello del pulmino opportunamente allestito”.

 

 

 

 

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