Home Costume e società Il processo di nullità matrimoniale: tra false convinzioni e realtà

Il processo di nullità matrimoniale: tra false convinzioni e realtà

da Avv. Cosimo Martino

La fine di un matrimonio concordatario, oltre che dal divorzio, può essere dichiarata anche dai Tribunali Ecclesiastici; più precisamente, i Tribunali Ecclesiastici Territoriali o, in alcuni casi, la Rota Romana. Occorre precisare che, mentre il divorzio scioglie il vincolo matrimoniale rebus sic stantibus, nel senso che permangono tra i coniugi alcuni diritti-doveri reciproci, la sentenza che dichiara la nullità del matrimonio, pronunciata dal Tribunale Ecclesiastico Territoriale e successivamente delibata presso la Corte di Appello territorialmente competente, cancella il matrimonio concordatario tamquam non esset. In sostanza, con la delibazione della sentenza dichiarativa della nullità, il matrimonio viene cancellato, come se non fosse mai stato contratto, sia per il diritto civile e, quindi per lo Stato italiano che per il diritto canonico. Permangono esclusivamente, i diritti e doveri relativi alla prole, qualora nata dal matrimonio. Ancora oggi, nonostante i Tribunali Ecclesiastici si siano dotati di appositi siti istituzionali attraverso i quali è possibile assumere tutte le informazioni utili per chi fosse interessato ad avviare un processo finalizzato alla dichiarazione di nullità del matrimonio, permangono in materia una certa confusione e disinformazione. Per esempio, un mito da sfatare è quello dei costi esorbitanti della procedura; in realtà, basta consultare i siti istituzionali dei Tribunali Ecclesiastici per essere chiaramente edotti sia sui costi fissi (le spese di giustizia che vanno versate direttamente al Tribunale) che sul tariffario degli avvocati abilitati al patrocinio dinanzi ai Tribunali Ecclesiastici. Nulla di misterioso o oscuro, quindi, basta informarsi. Ovviamente, la dichiarazione di nullità presuppone l’accertamento, da parte del Tribunale Ecclesiastico, di determinati presupposti di diritto sostanziale canonico, la cui sussistenza incide direttamente sul fondamento stesso del matrimonio sia sotto il profilo sacramentale che giuridico in senso stretto (contrattuale). Sono sempre più numerosi coloro che, avendo contratto matrimonio concordatario, in assenza di un vero convincimento, avvertono la profonda esigenza spirituale di riacquistare lo stato libero dinanzi alla Chiesa, prima ancora che dinanzi allo Stato.

 

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