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“PALMA D’ORO OMPSI – CCCi 2019” a Marie Terese Mukamitsindo, promotrice di pace e contro lo sfruttamento minorile sessuale e a scopo di trapianto

da Elvira Zammarano

Andrà a Marie Terese Mukamitsindo, 65enne, originaria del Ruanda, la “PALMA D’ORO OMPSI – CCCi 2019”. La sua storia di donna e madre, sopravvissuta al feroce massacro del 1994, con una laurea in Scienze Sociali, oggi, imprenditrice di successo e Presidente della cooperativa Karibu, è emblematica e vale la pena riassumerla. Ricordiamo che la guerra tra etnie hutu e tutsi, insanguinò per 100 giorni il Ruanda, causando 1 milione di morti tra uomini, donne e bambini. Sfuggita al genocidio, Marie Terese si rifugia, con i figli di 5, 8 e 17 anni (dopo un po’ la raggiungerà anche il quarto figlio) in Tanzania e di lì, dopo due anni, nel 1996, con un volo raggiunge l’Italia. Molti sacrifici e tante umiliazioni, continuano a segnare l’esistenza di questa donna instancabile che, nel nostro Paese ha vissuto le difficoltà dei container e della clandestinità. Con dignità e desiderio di integrazione stabilisce ottime relazioni con i cittadini del piccolo comune di Sezze, in provincia di Latina, luogo in cui nel frattempo si era trasferita, tanto da ricevere il loro sostegno, con una raccolta di firme, per l’annullamento del suo foglio di via. Finalmente, nel ’98, Marie Terese, riceve l’asilo politico e comincia ad occuparsi di assistenza agli anziani. Il suo sogno, però, è il riconoscimento “italiano” della sua laurea ma soprattutto delle sue competenze in ambito umanitario. Il riconoscimento arriva e con lui anche l’iscrizione all’albo degli assistenti sociali per avviare i primi progetti. Sempre a Sezze, nel 2004, fonda la cooperativa Karibu, per l’accoglienza di donne e bambini (è stata la prima a battersi contro la piaga dello sfruttamento sessuale e della tratta dei minori immigrati a scopo di trapianto) e la cura di ogni richiedente asilo. Una cooperativa all’avanguardia che, attualmente, dà lavoro a più di 159 persone, di cui 147, tra assistenti sociali, psicologi e mediatori culturali, italiani. Il suo impegno, trova spunto dalla sua umanità ferita ma anche dal desiderio di guardare oltre i confini delle umane miserie, nella speranza di un possibile cambiamento. Intanto grazie a lei, oltre 800 migranti, soprattutto donne e bambini, possono avere un supporto e soprattutto quell’amore autentico (il più delle volte negato e violato) che accompagna e non “fa sentire mai soli”. A Marie Terese, dunque, capace di questo amore, già insignita del MoneyGram Award come immigrata dell’anno, andrà la “PALMA D’ORO”. Un attestato rilasciato ai rappresentanti di Istituzioni e alle persone della società civile che per le loro attività e qualità personali si sono battute e si battono sempre a favore della pace e dei diritti civili.

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