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“Il batterio che mangia la plastica”, presto in azione, lo dicono gli scienziati

da Anna Caprioli

Lo ha spiegato il Kyoto Institute of Technology attraverso una ricerca scientifica in cui si descrive l’attività di alcuni batteri, esistenti in natura, i cui enzimi, in determinate condizioni “mangerebbero” la plastica rendendola biodegradabile. Nel 2016 il famoso “Institute” ha fatto una scoperta sensazionale destinata a far parlare, il batterio Pet (polietilene tereftalato). Un microrganismo capace di “nutrirsi e digerire” il materiale più inquinante al mondo, la plastica, grazie a due enzimi chiamati Petase e Mhetase. La ricerca, supportata anche da Gran Bretagna e Stati Uniti, ha evidenziato che il Petase, chiamata anche “forbice molecolare”, è in grado di frammentare e scomporre il materiale plastico, mentre il Mhetase, intervenendo subito dopo, di ridurli in acido tereftalico e in glicolo di etilene. La sperimentazione anche se a buon punto, prevede ulteriori tempi di studio e analisi dell’attività dei due enzimi.

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