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Ancora segnalazioni per strada Deserto. Continuano le perlustrazioni dei Rangers d’Italia (Puglia), Scardia, “Il rischio è grande in termini ambientali, economici e di salute”

IA distanza di appena 10 giorni, i Rangers d’Italia (Puglia) sono tornati per la seconda volta a perlustrare strada Deserto (zona Stanic). Le sentinelle ambientali, già lo scorso 1 aprile, avevano battuto la zona evidenziando uno stato di forte degrado. Anche noi come Redazione avevano deciso di dare un segno della nostra vicinanza dando “voce”, con un articolo, alle immagini colte dal delegato tecnico regionale dei Rangers, Cristiano Scardia. Il danno ambientale è un evento serio e permanente, che rimane a carico dell’intera collettività. Per cui l’attenzione verso l’ambiente deve essere prioritaria e deve nascere  dalla convinzione che la ricerca e il rispetto del bene comune, tra cui la salute, sono essenziali per noi e per le nuove generazioni.

«Dopo la segnalazione di ieri – dice Cristiano Scardia  su delega del commissario Antonio Pica, ci siamo nuovamente recati sul posto e abbiamo trovato ciò che si vede nelle foto. Una situazione sicuramente peggiorata rispetto alla scorsa volta con la consapevolezza che neanche 10 giorni fa avevamo ispezionato la zona. La questione è che le segnalazioni non fanno comodo e piacere a nessuno, perché evidenziano comunque  una problema. Ma è altrettanto vero che non è possibile far finta di niente quando ci si imbatte  in piccoli o grandi blocchi di amianto, materiale elettrico, gomma bruciata, parti meccaniche e qualsiasi altro materiale di risulta. È vero, bonificare ha un costo eccessivo perché a  muoversi è tutta la macchina burocratica amministrativa. Allora mi chiedo e chiedo, non sarebbe più semplice e meno dispendioso provvedere con attività di prevenzione affidata a volontari o esperti conoscitori dei territori? Tra l’altro   continua Scardia – una maggiore presenza di “pattuglie ambientali” costituirebbe un valido deterrente per questi incoscienti. Ricordiamo inoltre che ogni intervento di bonifica quando si realizza su un suolo privato, viene intimata dagli uffici preposti in danno del proprietario del sito che, se fa finta di niente, così come di solito avviene, ritorna come anticipo di spesa al Comune, ovvero a noi contribuenti. Stiamo ripercorrendo i posti già segnalati in passato – dice ancora il delegato –  proprio per capire se la macchina si è messa in moto. Ci sono situazioni risolte, dove la bonifica è stata fatta e situazioni in cui sono tornati a vandalizzare. Da tante nostre segnalazioni – conclude infine  – sono nati spunti investigativi importanti per la polizia giudiziaria che di solito riesce a prendere questi criminali e a punirli».

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Elvira Zammarano

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