Home Costume e società La storia di Paolo, dalle scuole di danza della periferia barese alla iperbolica Los Angeles, dove nulla accade per caso

La storia di Paolo, dalle scuole di danza della periferia barese alla iperbolica Los Angeles, dove nulla accade per caso

da Elvira Zammarano

Quando i talenti emergono e vengono trattati con coraggio, quando il desiderio di affermarli non guarda fatica, impegno e rinunce, allora davvero i sogni possono diventare realtà. La storia di Paolo Clarizio, barese, ventenne, ballerino professionista dello staff di “Gardaland”, ultimamente sbarcato a Los Angeles, è il racconto “forte” di un ragazzo semplice che, con tenacia, ha deciso di portare avanti un progetto, iniziato quando di anni ne aveva appena undici. «Vorrei che la mia storia diventasse testimonianza, invito o se volete, spinta,  per i miei coetanei a non aver paura – afferma. «Perché i sogni si possono realizzare solo se davvero crediamo nelle nostre possibilità. La forza viene da dentro, ma non basta, certo. Perché a quella, poi, bisogna aggiungere una certa dose di coraggio, tenacia, tanta perseveranza e capacità di assorbire anche qualche colpo. Ma mai arrendersi. Mai!» Undici anni son pochi per fare scelte e previsioni, ma Paolo, evidentemente, ha le idee chiare sul fatto che la danza sia parte del suo DNA. «Tutto comincia con l’iscrizione ad una scuola di ballo della periferia barese, “giusto per fare sport”,  ed è subito amore» – racconta Paolo. Che, nel frattempo, deve però fare i conti anche con la scuola, quella tradizionale, perché dice «Un “mestiere vero” lo dovevo imparare». Sceglie, quindi, di frequentare un Istituto alberghiero di Bari e diventa chef. Ma la passione continua e va di pari passo con i progetti lavorativi. Alla fine, quei movimenti  ritmici del corpo, a suon di musica, tipici dell’Hip Hop, prendono il sopravvento e diventano più concreti degli stessi suoi sogni. «L’obiettivo per me era  diventare ballerino professionista per entrare in qualche corpo di ballo a livello nazionale». Un sogno enorme, da far tremare i polsi, che però, Paolo ha ben fermi. Perché, da allora, colleziona  solo progressi. Intanto, una serie di workshop finalizzati ad una completa formazione psicofisica. E poi, tante borse di studio all’attivo, che gli permettono di acquisire molte specializzazioni: Jazz Funk, Video Dance, L. A. Style, New Style e Girly. Fino a quando, nel 2017, si diploma al “Noha” ( il  Nation of Human Arts, l’importante scuola di Hip Pop diretta da Marisa Ragazzo e Omid Ighani), e così arrivano anche le prime “concretezze”: un contratto come  ballerino professionista nello staff di “Gardaland” e la partecipazione a spot del calibro di “Dance Dance Dance”, diretto dal coreografo Ilir Shaqiri. Ma Paolo non si ferma, e con i primi guadagni vola Los Angeles per continuare la sua crescita artistica nelle più importanti scuole di danza americane, da Millennium Dance Complex, a Playground, a Movement Lifestyle, fino a Tmilly Tv. « Sono solo alcune delle scuole che ho frequentato e dove ho avuto la possibilità di incontrare i più grandi coreografi del mondo: Dana Alexa, Phil Wright, Hamilton Evans o Rudy Smith. Un’esperienza da capogiro». Paolo, ora, è tornato a Bari, e sa che presto dovrà ripartire. Sicuramente c’è il lavoro a Gardaland, altri contratti all’orizzonte, ancora tanta scuola e allenamento, e molte altre mete da conquistare.

Nel video, Paolo, maglietta nera e pantaloni bianchi, danza in una scuola di Los Angeles

paolo

 

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