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I Vigili del Fuoco, umanità e coraggio

da Elvira Zammarano
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Nicola Vangi

I Vigili del Fuoco? Gente speciale. Parlando con loro si percepisce immediatamente un tipo di umanità lontana dai cliché. Diversa. Magari perché ogni loro intervento rispecchia quel principio altruistico,  anche a costo della vita, per cui è nato e si è sviluppato l’intero Corpo. Del resto ce lo racconta impietosamente la storia a conferma del binomio: pompiere uguale coraggio. In effetti, sono uomini che quotidianamente hanno a che fare con la morte, i rischi e le difficoltà ad essa connessi. E qui si potrebbe intravedere un singolare paradosso, perché se da un lato la continua sfida mortifera li avvolgerebbe di una distante onnipotenza, dall’altro, invece, sono gli uomini che più di tutti hanno abbracciato e abbracceranno ancora la più sventurata delle umanità. Ascoltandoli più attentamente, poi, viene fuori la loro vita di uomini semplici e concreti, fatta di turni estenuanti, faticosa formazione, addestramento continuo, pericoli, sacrifici e paura. Viene fuori, oltre all’ideale del buono e del bello, anche l’indecenza dei salari inadeguati e di un organico spesso ridotto a lumicino. Mortificato da quel senso di precarietà che, oggi, purtroppo, non si fa scrupolo né del dolore né del bisogno. Dunque, li conosciamo così, questi eroi senza tempo,  pronti, nonostante tutto, a slanci di una umanità pazzesca. E chissà se quei 23 ragazzini di terza media che, venerdì 15 febbraio, facendo visita al Comando Provinciale di Bari, accolti dal bravo Nicola Vangi, CAC e formatore dei Vigili del Fuoco, avranno pensato le stesse cose. Chissà  se nei loro giovani sogni, l’immagine di questi coraggiosi è vicina alla realtà. Sicuramente l’accoglienza di Nicola  sarà stata determinante, intanto perché ha  parlato ai loro cuori, poi perché con simpatia e competenza ha soddisfatto ogni  più piccola loro curiosità. “Anche noi, come voi. Come si diventa Vigili del Fuoco? Avete paura?” –  hanno detto a un certo punto ammirati. E  Nicola –  “Mai farsi prendere dal panico. Lo diciamo sempre e a chiunque. Il panico genera confusione  e caos, i nemici di qualsiasi  buon salvataggio”. I racconti mozzafiato, le sale operative  piene di uomini in divisa, pronti a correre in aiuto di chiunque, la lucida tempestività, i centralini in fermento, gli automezzi in movimento come missili e a sirene spiegate, certamente avranno fatto il resto. Venerdì, dunque, questi uomini, hanno fatto di nuovo centro, perché parlare al cuore di 23 ragazzi non è facile. Il loro è stato un intervento, sì, ma di quelli che insegnano a vivere.

 

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