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“E’ vero, non ho vinto. Ma è stata davvero una bella esperienza” – La poetessa bitontina Mariella Cuoccio a “L’Eredità” di Flavio Insinna

Diciamo che gli studi televisivi per lei non sono una novità, visto che già nel 2007 si è cimentata nel quiz di Amadeus “Uno Contro 100”. Questa volta però ha parlato di se stessa e soprattutto della sua passione. Ha raccontato con orgoglio delle sue poesie, dei libri pubblicati e del suo sogno nel cassetto. E se l’importante non è vincere ma partecipare, per Mariella è stato semplice perché, con la sua nota effervescenza, voglia di vivere e desiderio di sperimentarsi sempre, ha saputo mettere perfettamente in pratica lo slogan.

Quando hai pensato di partecipare al programma?
A settembre, quando ho deciso di iscrivermi a “I soliti Ignoti” e poi, giacchè c’ero, anche a “L’Eredità”. La prima chiamata è arrivata lo scorso ottobre proprio per  “L’Eredità”. Ma ho dovuto rinunciare per problemi personali e, a malincuore, ho deciso di “archiviare la pratica”, certa che non mi avrebbero più contattata. E invece no, prima di Natale, mi hanno nuovamente chiamata per le selezioni, dicendomi che se avessi accettato, di lì a poco, mi sarei dovuta presentare all’Hotel Majesty, a Bari.

E poi che è successo?
Il giorno stabilito, curiosa ma anche divertita, sono arrivata in Hotel, dove, insieme agli altri partecipanti, mi hanno fatto accomodare in una sala, con un numero progressivo attaccato alla maglietta. Naturalmente abbiamo compilato i soliti moduli e poi ascoltato altre “indicazioni”. In 13 minuti dovevamo rispondere a un questionario di 5 pagine contenenti domande di cultura generale, alcune suddivise per materie e per finire una simulazione del gioco della “ghigliottina”. Naturalmente, alcune domande erano facili altre meno, ma non mi crucciavo per l’esito, perché gli autori ci avevano detto che non si sarebbero basati solo sul risultato del test, ma anche sulla “spigliatezza con cui affrontavamo la telecamera”.

Nessuna esitazione?
No, perché la mia attività di poetessa mi porta ad essere sempre a contatto col pubblico direttamente o dietro una telecamera. Dunque, al termine della prova, ognuno avrebbe dovuto fare le proprie presentazioni in un filmato di appena in un minuto e mezzo.

Cos’hai raccontato di te?
Innanzitutto che sono madre di due bambini, che lavoro in un’azienda informatica e che sono una poetessa con 5 libri all’attivo. Ho raccontato della mia passione per i “Poeti Maledetti” francesi, in particolare per Baudelaire. E ho detto che il mio sogno sarebbe di presentare i miei libri nella trasmissione di Gigi Marzullo. Ritengo che il conduttore sia bravissimo nel creare la giusta atmosfera. E qui è scattato l’appello a Gigi Marzullo. Naturalmente tutto all’insegna dell’ironia e dell’allegria. Tanti complimenti, anche dall’autrice del programma, una bella signora sorridente, che, prima di congedarmi, mi ha suggerito di rispondere al telefono perché sicuramente mi avrebbero richiamata.

Ed è stato così?
Sì, perché dopo una settimana ho ricevuto una mail di conferma che mi comunicava l’esito positivo del provino e la data di registrazione della puntata prevista per il 17 gennaio 2019. La gioia era incontenibile. Subito ho chiamato mio marito e i miei familiari per annunciare loro che presto mi avrebbero vista in TV.

Quali “procedure” hai dovuto affrontare?
Tra le istruzioni, c’era quella di portare 4 cambi di abbigliamento, di cui uno elegante. Invece, trucco e “parrucco”, così come la prenotazione dell’aereo e dell’albergo, mi sarebbero state totalmente offerte dalla produzione. Arrivato il grande giorno, mi sono ritrovata, finalmente, in albergo, a Roma, con gli altri concorrenti a cena. Non posso dire che non ci fosse tensione, anche se, per quel che mi riguardava, ero perlopiù divertita. Tra noi, solo fugaci informazioni e, soprattutto, tentativi di “studiarci”.

E poi?
La nottata è passata serena e al mattino ero pronta per recarmi in Rai. Una vera e propria cittadella. Le istruzioni dicevano che le nostre registrazioni sarebbero avvenute nella palazzina dedicata a Fabrizio Frizzi. Una volta all’interno, guidati da un assistente, ci siamo ritrovati tutti in un salone. Ancora altri moduli da compilare e poi, sempre con l’assistente, abbiamo raggiunto l’autore per concordare  la nostra “presentazione”.

Che impressione hai avuto?
Di rispetto nei nostri riguardi. È stato più volte sottolineato che in TV, non sarebbe stato detto nulla senza il nostro consenso. Per conto mio ho insistito che durante la mia presentazione si dicesse che ero poetessa e che si desse rilievo a questa mia attività. Un’altra cosa che mi ha colpita era l’insistente invito a sorridere che l’autore ci faceva. Dovevamo farlo anche se le telecamere non erano su di noi. Poi siamo stati esortati a non preoccuparci eccessivamente per le risposte sbagliate, perché Insinna avrebbe potuto ricavarne possibili battute. Immediatamente dopo siamo stati accompagnati al piano dei camerini per il trucco e la messa in piega.

Hai incontrato qualche Vip?
Ho incontrato la modella e presentatrice Milena Miconi, bella da morire. Alta, magra, truccata a meraviglia. E molto gentile. Poco dopo, sempre per i corridoi, ho avvicinato, per una foto, Caterina Balivo che aveva appena finito uno shampoo e stava tornando col turbante in testa nel suo camerino. Con ironia, turbante a parte, mi ha risposto di aspettare che avesse i capelli asciutti. Anche se poco dopo, io stessa ero tra le mani della truccatrice e della parrucchiera. Una signora molto esperta che lavorava in Rai da 30anni, che mi ha fatta sentire una piccola star.

E dopo questo step?
Ho raggiunto tutti gli altri che erano “pronti” e chiacchieravano nel solito salone. Mi sono cambiata in fretta guidata dalla costumista che aveva scelto, tra gli abiti portati, il vestito di organza a fiori. Un’altra particolarità, è stata che prima di entrare in studio, intorno alle 14:00, dovevamo mangiare obbligatoriamente qualcosa. Ci hanno spiegato che alcune persone, per l’emozione, hanno avuto cali di zucchero. Una situazione sgradevole da evitare assolutamente. Per cui anche senza appetito, ho scelto di mangiare un dolce al cioccolato. L’altro “obbligo” era quello di andare in bagno perché una volta entrati in studio, per ragioni di sicurezza, non sarebbe stato più possibile uscire. Finiti questi importanti adempimenti, prima di entrare, la sarta ci ha risistemato per l’ultima volta gli abiti, questa volta appuntandovi una targa col nostro nome.

Com’è uno studio televisivo?
Nel, mio caso c’erano grandi pannelli neri che ci separavano dalle varie e tante professionalità. Subito si è delineato lo spazio di registrazione, e prima di entrarci, a ognuno, è stato applicato sull’abito, all’altezza della clavicola, un microfono. Ero davvero emozionata. Dopo le ultime raccomandazioni circa le regole di movimento all’interno dello studio, è arrivata l’allegria di Flavio Insinna. Le prime battute sono state sul mio “accento” barese, definito simpaticamente da Insinna, “altoatesino”. Poi è cominciata la gara. Tutto è filato liscio fino alla insidiosa domanda su Tiger Wood ( il golfista noto per il suo scandalo sexy), a cui non ho saputo rispondere. E questo mi è costata l’eliminazione. A quel punto, un po’ a malincuore, ho incassato la sconfitta, ma ho tenuto tutti i complimenti di Insinna sulla piacevolezza del mio sorriso e della mia simpatia.

Un’esperienza gioiosa che si è conclusa come?
E’ vero, ero fuori gara, ma con la contentezza di aver conosciuto tante belle persone. Durante il volo per Bari ho pensato a quanto è stato interessante partecipare, al fatto che ho imparato tante cose. Che ho avuto la possibilità di parlare di poesia, la mia passione, e poi che a 10 giorni dalla registrazione, mi sarei vista in TV. Posso dire senza dubbio che è stata davvero una bella esperienza. E aggiungo che a volte bisogna mettersi in gioco, senza prendersi troppo sul serio. Vivere la vita con leggerezza e con un po’ di sana ironia, davvero aiuta.

widenews

 

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Foto dell'autore

Elvira Zammarano

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