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L’Associazione “Mater Ecclesiae” incontra l’Apleti, perché ogni bambino ha diritto a vivere il suo tempo con la dignità che gli è dovuta

da Elvira Zammarano
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Antonio Lia giudice rotale

La via della solidarietà è unica ed è popolata da diverse realtà. Tutte differenti tra loro e con una propria identità. Ma tutte ispirate dal comune desiderio di “Volere il Bene dell’Altro”. Un Altro che a volte neppure si conosce ma che, inspiegabilmente, grazie a una volontà misteriosa, diventa parte e compagno di un viaggio che ha come meta l’Infinito. Un Infinito che tutto contiene e può contenere e che muove ogni giorno tantissime persone pronte a donarsi e a donare. Ed è in questa dinamica che dobbiamo immaginare l’incontro tra l’Associazione culturale “Mater Ecclesiae”, che prende il nome dalla parrocchia in cui opera, e l’Associazione  “APLETI”, che da anni, quotidianamente, lotta per migliorare le condizioni di vita dei piccoli pazienti emopatici e oncologici.

« Anche quest’anno – dice il presidente della “Mater Ecclesiae”, dottor Antonio Lia – il nostro “Natale Solidale” sarà destinato a chi opera attivamente nel sociale. Dopo l’incontro, avvenuto lo scorso 23 novembre, con la counselor Giovanna Natile e la psicologa Chiara Rutigliano, responsabili dell’ APLETI, e grazie all’intervento della nostra Rosa Maria Daniele, medico nel reparto di emato-oncologia pediatrica presso il Policlinico di Bari, abbiamo meglio compreso le prospettive che l’unità pediatrica sta mettendo in campo per curare i bambini, anche dal punto di vista psicologico. Ci auguriamo che il nostro dono sia per l’APLETI un sostegno concreto e prezioso e che riesca a dare, per quanto possibile, un po’ di serenità alle famiglie. Per noi – conclude il dott. Lia – sicuramente sarà motivo di riflessione. E come diceva Flaubert, Il cuore è una ricchezza che non si vende e non si compra ma si regala».

La onlus Apleti opera all’interno dei reparti di pediatria oncologica, con una serie di servizi che vanno dalla musicoterapia, alla ginnastica adattata secondo la metodologia francese “Bien Etre”. Anche la  pet therapy o i laboratori di bellezza per le ragazze o di coiffeur per le mamme – i bambini sono più tranquilli  se vedono le loro mamme in forma – fanno parte delle attività messe in atto dall’associazione. Inoltre, con la creazione dei diversi sportelli sociali, l’Apleti cerca di dare risposte concrete ai tanti problemi delle famiglie, dal disbrigo dell’iter burocratico legato alla 104, alle urgenze economiche che possono sorgere. L’altra importante iniziativa è quella di offrire consulenze e veri e propri percorsi psicoterapeutici, grazie alla presenza di  esperti pronti a intervenire, dal primo momento della diagnosi, alla guarigione fino all’accompagnamento nei momenti più critici. Un progetto altisonante che mira anche alla formazione e alla crescita professionale di uno staff medico e paramedico presente all’interno dell’associazione.

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Monia Pinzaglia

«L’idea – racconta Monia Pinzaglia, presidente dell’Apleti – è di fornire tutto il necessario alle famiglie dei piccoli ammalati. Se la famiglia è sgravata dalle incombenze che derivano dall’ospedalizzazione o dalle pratiche burocratiche, se la famiglia è alleggerita dai fastidi della quotidianità, può dedicarsi con più serenità all’accudimento del bambino.  L’Associazione – aggiunge –  non si limita solo alle attività di reparto, ma accompagna concretamente i bambini anche in attività ludiche o amatoriali, come andare al cinema o ai concerti. Ultimamente abbiamo creato e allenato 2 squadre di calcio, una dei ragazzi e una dei genitori che, con la loro partecipazione a diversi tornei tra centri oncologici, insieme alla vendita di bomboniere solidali e gadget, hanno contribuito  ad una raccolta fondi per finanziare le nostre attività. Come sappiamo – conclude Monia Pinzaglia – le onlus non ricevono contributi pubblici o detrazioni fiscali e l’unica fonte di sostentamento è rappresentata dalle donazioni private. Per questo voglio ringraziare tutti coloro che hanno deciso e decideranno di adottare il nostro progetto. In particolare, oggi la “Mater Ecclesiae”, il dott. Lia e la dott.ssa Rosa Maria Daniele, perché il cancro in un bambino, con la sua violenza, distrugge non solo lui, ma l’intera famiglia.Tutti i bambini, ogni bambino ha il sacrosanto diritto di vivere il proprio tempo con la dignità che gli è dovuta».

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