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I tanti perché di un bambino adottivo

da da Redazione

Gli alunni, specialmente quelli che provengono da “altre terre” sono come forzieri, basta trovare la combinazione per aprirli e trovare ricchezze inestimabili. Quante storie mi hanno confidato, pezzi di vita, racconti che riecheggiano nella memoria regalandomi emozioni forti. Un giorno, al suono della campanella, capitò di chiedere ad Adina come mai fosse vestita così leggermente considerate le gelide temperature invernali. Mi guardò con i suoi occhi grandi e con un atteggiamento tra l’imbarazzo e la fierezza di chi possiede una qualità in più. Dopo qualche attimo di esitazione iniziò a raccontare. Un fiume di parole che ancora oggi mi pento di aver dovuto interrompere.«Non ho freddo! Io ho sempre caldo. È una delle cose che ho potuto conservare della mia terra (il Brasile). Laggiù fa sempre bello ed il calore ti avvolge come un manto e ti dà energia. Vivevo per strada ed il sole mi accarezzava e mi sorrideva sempre.Durante l’ultima settimana trascorsa “lì” era troppo caldo e avevamo costruito una capanna con ramoscelli intrecciati e pezzi di legno. Eravamo felici perché avevamo trovato bellissimi ciottoli e avevamo organizzato un gioco divertente. Inoltre avevamo trasportato delle taniche di acqua e dunque ricevuto soldi in cambio con i quali avevamo comprato delle caramelle. Come erano buone quelle caramelle!Ero sotto la protezione del Bienestar, quell’Ente che si occupa di bambini abbandonati che vengono affidati provvisoriamente a delle famiglie sostitute prima che si prenda per loro provvedimenti diversi.Un giorno tornando a casa ho trovato la psicologa che mi aspettava. Ero certa che fosse venuta per il controllo mensile. Invece no. Aveva con sé un pacco. “È per te, poi lo apriremo insieme ma prima voglio darti una bellissima notizia. Hai una nuova famiglia! Questo pacco arriva da un paese lontano che si chiama Italia e contiene un album con le foto della tua nuova mamma e del tuo nuovo papà! Li incontrerai fra una settimana e partirai per l’Italia dove vivrai con loro felicemente e per sempre”. Silenzio, attimi interminabili ed indimenticabili. Così è stato! Mi sono ritrovata su quell’aereo che mi ha portato dall’altra parte del mondo con un sorriso a metàIn realtà cercavo di sorridere alla vita, alla nuova opportunità che mi offriva, a queste persone che me la regalavano, ma poi il sorriso si irrigidiva, perché io un’altra mamma e un altro papà non li avevo chiesti! Chi poteva assicurarmi che non si sarebbero comportati come coloro che mi avevano messo al mondo! E poi, chi aveva detto che io volevo lasciare i miei amici con la loro allegria, la capanna per ripararci dal caldo. Chi aveva detto che non volevo più giocare con quei gioiosi ciottoli colorati?». Adina vive da 12 anni in Italia, è fiera della sua nuova famiglia. Adora e ringrazia sempre la sua mamma ed il suo papà che sono per lei modelli di saggezza e generosità. Il suo sorriso però si ferma sempre a metà perché si sente come un albero in fiore senza radici.

 

 

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